Sfuggire a un controllo di polizia: capire per reagire meglio

Luci lampeggianti nello specchietto retrovisore, sirena in avvicinamento. In un attimo, il tuo corpo decide prima di te. Accelerare, immobilizzarsi, discutere, sfrecciare via: non sei tu a scegliere quella reazione, sta già avvenendo.

In Svizzera si registra un aumento dei casi di fuga di fronte a un controllo di polizia, in particolare tra i giovani conducenti e le giovani conducenti, con conseguenze talvolta drammatiche.

Un controllo di polizia può causare stress (Foto: Adobe)

Perché viene voglia di scappare? le 4F

In teoria, sappiamo che si dovrebbe fermarsi in caso di controllo di polizia. Ma allora, perché alcune persone scelgono di non fermarsi? O peggio ancora: scappano a una velocità molto superiore a quella consentita, aumentando così il rischio di incidenti mortali,  per sé stesse o per gli altri.

La risposta va ricercata nel campo delle neuroscienze. Di fronte a un pericolo o a una situazione di emergenza percepita, il nostro cervello innesca una reazione automatica, scegliendo una delle 4F:

  • Flight (fuga): di fronte al pericolo, la persona fugge.
  • Freeze (immobilizzazione): di fronte al pericolo, la persona si blocca.
  • Fawn (sottomissione): di fronte al pericolo, la persona collabora, cerca di compiacere, si adatta in modo eccessivo.
  • Fight (combattimento): di fronte al pericolo, la persona combatte, entra in conflitto.

Ognuno di noi ha una reazione automatica predominante, a volte anche più di una a seconda della situazione. Quello che bisogna capire è che questa reazione è proprio automatica: non la scegliamo, è immediata, incontrollata. Serve alla nostra sopravvivenza.

Perché non tutti vivono l’emergenza allo stesso modo?

L’emergenza è percepita in modo soggettivo. Per alcune persone, essere in ritardo non rappresenta affatto motivo di preoccupazione; per altre, invece, provoca una tensione e uno stress molto intensi, che spingono a correre rischi sconsiderati alla guida.

Allo stesso modo, per alcune persone un controllo di polizia è sinonimo di pericolo, mentre per altre è piuttosto sinonimo di sicurezza. Questa percezione dipende dalla tua storia, dalle tue esperienze passate, dallo stato emotivo in quel momento e influenza direttamente quale delle 4F si attiverà.

La fuga dalla polizia comporta gravi conseguenze. (Foto: Adobe)

Cosa bisogna sapere, a prescindere dalla situazione

A prescindere dalla situazione di partenza, una regola vale sempre: in caso di controllo, è sempre meglio fermarsi, anche se tutto il tuo corpo ti spinge a scappare.

Perché? Perché se si verifica un reato minore, questo verrà automaticamente aggravato in caso di fuga.

In Svizzera fuggire di fronte a un controllo può comportare:

  • Pena fino a 4 anni di reclusione se la fuga implica una velocità eccessiva (violazione della Legge sulla circolazione stradale (art. 90)) o una guida spericolata reato per guida spericolata (art. 90 cpv. 3 e 4 LCStr).
  • Pena fino a 30 aliquote giornaliere, se opponi resistenza attiva all’intervento delle forze dell’ordine (Resistenza ad un’autorità (art. 286 CP)).
  • La revoca della patente, disposta quasi sistematicamente dall’autorità amministrativa, oltre alle eventuali sanzioni penali.

In altre parole: la fuga non ti evita mai la sanzione iniziale. Anzi, la aggrava e vi aggiunge una nuova infrazione, spesso ben più grave della prima.

Come comportarsi in pratica

  1. Riconoscere la tua reazione automatica. Il primo passo è rendersi conto che ciò che provi in quel momento, l’irrefrenabile desiderio di fuggire, è una reazione automatica, non una scelta ponderata. Esserne consapevole ti dà già un po’ di margine per non agire immediatamente seguendo quell’impulso.
  2. Dare un nome a quella sensazione. Quando ti senti sopraffatto/a, hai l’impressione di avere davanti a te un unico scenario possibile, spesso catastrofico, come se non ci fosse altra scelta. Può aiutarti il pensare dentro di te «sto vivendo una situazione di sopravvivenza, questa non è la realtà dei fatti», può bastare a concederti una piccolissima pausa.
  3. Rallentare, letteralmente. Chi dice “emergenza” dice “velocità”: voglia di agire in fretta, di guidare veloce, di analizzare la situazione a tutta velocità, o di non analizzarla per niente. Il gesto concreto più utile è proprio quello di rallentare fisicamente: alzare il piede dall’acceleratore, cercare un posto sicuro dove fermarsi, accendere gli indicatori di direzione. Il gesto fisico di rallentare aiuta anche a placare la reazione interiore.
  4. Ricordarsi delle conseguenze reali. In quel momento, il tuo cervello ti fa credere che la fuga sia la soluzione più sicura. Non è vero, ed è proprio questa la trappola delle 4F: la reazione automatica protegge nel brevissimo termine, ma quasi sempre aggrava la situazione nel medio termine.
  5. Anticipare prima che accada. Il momento migliore per preparare la tua reazione non è durante il controllo, ma adesso, con calma. Dirti in anticipo “se un giorno dovessi essere sottoposto/a a un controllo e avessi l’impulso di scappare, so che mi fermerò” crea una sorta di piano già pronto, più facile da seguire in una situazione di emergenza rispetto a una decisione presa sul momento.

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